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Una giornata speciale con i bambini del CAF

Una giornata speciale con i bambini del CAF

Cucinare per i bambini e gli educatori della struttura del CAF di Milano per poi pranzare insieme. La nostra è stata davvero una giornata speciale con i bambini del CAF! E’ stata un’esperienza unica quella che ha visto coinvolti, in un Team Building Aziendale Culinario, i dipendenti di un’azienda di consulenza milanese.

Un’azienda di consulenza, qualche giorno prima di Natale…

Mancavano pochi giorni al Natale, e l’azienda aveva deciso di svolgere un team building aziendale nel quale potessero cucinare. Quando gli è stato proposto di unire alla semplice attività di Team Cooking la possibilità di svolgere qualcosa di socialmente utile, erano entusiasti!

L’idea di cucinare per i trenta bambini ospiti nella struttura del CAF di Milano li spaventava un po’, ma erano fortemente motivati, spinti dalla grande voglia di poter donare un po’ di amore ed un sorriso sui volti dei bimbi e di coloro che li seguono.

Cos’è il CAF?

Il CAF di Milano, una delle Onlus con la quale team working collabora per svolgere attività di team building sociale, è un’Associazione Onlus dedicata all’accoglienza e alla cura di minori vittime di maltrattamento e abuso.

È una casa temporanea per quei bambini che hanno subito esperienze talmente gravi e profonde da avere bisogno di trovare un ambiente competente e specializzato dove far decantare le esperienze traumatiche e ritrovare un equilibrio, prima di intraprendere l’ulteriore tappa del rientro in famiglia o dell’inserimento in una famiglia affidataria o adottiva.

Come si è svolta la giornata?

Momenti emozionanti, preziosi che hanno mosso e commosso le nostre coscienze.

I partecipanti sono arrivati nella struttura del CAF di Milano verso metà mattinata. Gli chef avevano già preparato gli ingredienti e diviso le postazioni a seconda delle diverse pietanze da preparare. La giornata inizia con l’incontro con Tamara, la responsabile della struttura, e un tour delle casa: le camerette, i salotti, i giochi, le vite dei bambini. Dopo la toccante spiegazione delle motivazioni per le quali i bambini si trovano nella casa accoglienza, tutti in cucina!

La sofferenza, l’ingiustizia si trasforma in motore: non c’è spazio per la tristezza, è necessario impegnarsi al massimo per regalare ai bambini una giornata diversa, un sorriso, un’attenzione particolare, un piccolo dono per loro.

Gli Chef condividono il menù, si indossa grembiule e cappello… pronti, via! A ognuno viene assegnato un compito. Taglia, sminuzza, pela e affetta, impana, friggi e spennella!

La cucina diventa un frenetico campo di lavoro, alle 13 i bambini rientreranno da scuola e tutto dovrà essere pronto.

Ospiti inattesi…

Nel bel mezzo della preparazione, due piccoli ospiti fanno capolino dentro la cucina e diventano anche loro chef per un giorno. Tutto procedeva nella norma quando, ad un certo punto, la porta della cucina che da’ sul corridoio che conduce alle tre casette della struttura si apre… e spunta C., una splendida ragazzina di 11 anni, che non è andata a scuola perché era un po’ triste e nervosa.

“Vuoi cucinare con noi?”

I suoi occhioni nocciola si riempiono di luce e un sorriso compare sul suo volto: “Sììì!”

Guanti e cappello ed ecco qua: la più brava impanatrice di cotolette mai avvistata in una cucina!

Dopo pochi minuti la porta di servizio che collega la cucina all’esterno si spalanca. E’ un’educatrice con V., un ragazzo di 12 anni. Erano ore che era in macchina e non voleva scendere, era proprio una “giornata no” quella per lui. Ma, vedendo tutti quei cuochi provetti, il suo umore è subito cambiato! Si è unito con gioia ed impazienza alla preparazione. Anche se, più che cucinare, ha preferito assaggiare. Diciamo che è stato un po’ il nostro degustatore!

Il piatto è servito!

In accordo con la responsabile della struttura e con la referente aziendale, è stato scelto un menù che fosse adatto ai bambini e comunque sfizioso e appagante da cucinare. Avevamo paura di non riuscire a preparare tutto per tempo. Ma, grazie all’impegno di tutti e l’aiuto dei due piccoli mini-chef, gli orari sono stati ampiamente rispettati.

L’azienda aveva espresso la volontà di poter mangiare insieme ad alcuni bambini, e la responsabile CAF ci aveva comunicato che dipendeva dal loro stato d’animo. Essendo bambini sospetti vittime di violenza e abusi, lontani dalle proprie famiglie e dalle proprie certezze, è ovvio che abbiano momenti di forte sconforto e siano turbati. Ma, fortunatamente, la nostra presenza in struttura aveva rallegrato gli animi e il pranzo è stato svolto insieme a una decina di bambini più molti educatori e volontari.

E’ stata una gioia indescrivibile!

Vedere i bambini felici è sempre un piacere, saper poi di essere riusciti a regalare un sorriso a bambini che hanno subito ingiustizie e che soffrono è una cosa che non ha prezzo. Un’esperienza unica, toccante, indimenticabile che unisce l’azienda e regala emozioni irripetibili il tutto nell’aiuto del prossimo.

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