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Positano: la gemma della costiera amalfitana

Positano: la gemma della divina costiera

Il nome di Positano non ha bisogno di presentazione. Partendo da Sorrento e muovendosi verso sud lungo la costa partenopea ci imbattiamo come d’incanto in questa splendida cittadina a strapiombo sul mare, non a caso detta “la gemma della divina costiera”. Con le sue case dai molteplici colori, il paesino sembra un quadro paesaggistico a onore della bellezza locale, e forse così deve essere apparsa ai molti pittori, registi, scrittori e attori che nel corso degli anni lo hanno visitato o che vi si sono trasferiti. Tra i visitatori troviamo alcune delle personalità più significative della cultura e l’arte contemporanea, come Gore Vidal, Dustin Hoffman, Gregory Peck o Luigi Pirandello. La leggenda ci racconta che Positano sia stata fondata da Poseidone, il dio greco del mare, per amore della bellissima e suadente ninfa Pasitea. Tutte le leggende nascondono un fondo di verità, e quella celata dal mito del divinità marina è la bellezza di questa location. La natura, infatti, è stata particolarmente generosa con Positano, donandole un clima mite di tipo subtropicale, con inverni tiepidi e lunghe estati rinfrescate dalla brezza marina. Forse il modo migliore di onorare il suo fascino è quello di utilizzare le parole del grande scrittore americano e premio Nobel per la letteratura John Steinbeck:

“Positano colpisce profondamente. E’ un posto di sogno che non vi sembra vero finché non ci siete, ma di cui sentite con nostalgia tutta la profonda realtà quando l’avete lasciato”

Un giro in città

Una scalinata a PositanoBasta un breve sguardo per accorgersi che l’appellativo di gemma della costiera amalfitana è bene meritato. Qui troviamo un dedalo di stradine che si muovono per il cuore della città, dominate dalla cupola della famosa Chiesa di Santa Maria Assunta. I vicoletti ci guidano attraverso un vero e proprio percorso nella tradizione del posto, per ammirare i numerosi negozi con gli articoli artigianali locali e organizzare una straordinaria attività outdoor o indoor. Tra una vetrina e un’altra notiamo le cosiddette “Pezze”, gli abiti sgargianti che attestano l’esistenza di una vera e proprio moda di Positano, rigorosamente fatta a mano e su misura. Le stradine, poi, si connettono con le tante “scalinate” che dal paese portano alle spiagge, come la Spiaggia Grande o la Spiaggia di Fornillo.

Volgendo lo sguardo verso la collina vediamo le due frazioni di Montepertuso e Nocelle, un tempo collegate al centro da una lunga scala e oggi importanti mete di sosta per le escursioni locali. Tra questi ricordiamo il famoso “Sentiero degli Dei”, sicuramente uno dei più belli e suggestivi. Il sentiero parte da Bomerano, una frazione della vicina Agerola, e arriva al centro di Positano. Durante il percorso possiamo ammirare un’incredibile successione di pareti rocciose, grotte, terrazzamenti coltivati e antichi ruderi, tra tratti boscosi e belvedere sospesi sulla costa. Dato che un tempo era utilizzato dalle popolazioni locali come via di comunicazione, Il Sentiero degli Dei presenta una grande valenza storico-achitettonica, oltre che geologica e naturale.

Se ci affacciamo al mare, invece, notiamo un piccolo arcipelago di tre isolotti, detti Li Galli o Sirenuse: Il Gallo Lungo, la Rotonda e il Castelluccio. Le loro alture scendono direttamente al mare, tuffandosi in acque così pure e cristalline da permettere una chiara visione del fondale sottostante: un sito perfetto per organizzare unindimenticabile escursione nautica.

La città di Poseidone e della ninfa Pasitea

Isole di PositanoLa presenza umana a Positano è antichissima, come attesta il recente ritrovamento in una grotta locale di un pasto a base di cervo risalente a undicimila anni fa.

Già fiorente contrada nell’età del bronzo, probabilmente abitata dagli Oschi o i Miceni, Positano diventa un importante scalo commerciale durante la colonizzazione greca dell’Italia meridionale. In seguito, la città di Poseidone incantò anche i romani, che per questo la utilizzarono come luogo di villeggiatura. Durante il suo soggiorno a Capri, l’imperatore Tiberio mandava i suoi servi nel paese a prendere la farina per il pane, non volendo utilizzare quella dell’isola per timore di essere avvelenato.

Nel Medioevo la cittadina diventa parte della Repubblica di Amalfi, affermandosi come importante centro commerciale in grado competere con porti limitrofi. Questa posizione era allo stesso tempo un vantaggio e uno svantaggio, giacché richiamava l’attenzione di pirati e corsari attratti dalla sua ricchezza. Per questa ragione, nel 500’ il viceré spagnolo Pietro de Toledo fece costruire le famosi Torri di avvistamento, un efficace sistema di difesa contro la costante minaccia corsara: la Torre Sponda, la Torre Transita e la Torre Fornillo. Sempre per questa ragione furono anche costruite i due borghi a monte, Montepertuso e Nocelle, come rifugi di difesa durante le incursioni e i saccheggi.

Verso la fine del 600’ inizia un momento di svolta per Positano, quando la città dichiara la sua indipendenza pagando un riscatto di 12.943 ducati. L’economia locale infatti, non più vessata da avidi baroni, conosce un periodo di grande sviluppo grazie alla costruzione di navi all’avanguardia e all’incremento del commercio con Cipro, la Grecia, la Puglia e la Calabria. Il successo di Positano conosce una battuta di arresto con l’Unità d’Italia, che costrinse molti abitanti a emigrare nelle Americhe, e con l’avvento delle navi a vapore, molto più veloci delle imbarcazioni prodotte nella città. Ma la rifioritura non tarda ad arrivare alla fine della prima guerra mondiale: il paesino infatti diventa luogo di rifugio per i grandi artisti russi e tedeschi, che con le loro opere fecero conoscere Positano al mondo intero. Questa prima ondata fu seguita da una successiva dopo la seconda guerra mondiale, quando gli artisti di tutto il mondo la scelsero come luogo di ispirazione per eccellenza. Da allora Positano s’impone con autorevolezza come importantissima meta turistica, senza nessun rivale al mondo.

Volete assaggiare gli scialatielli?

La cucina di Positano è pesantemente basata su limoni, pesce fresco, prodotti caseari e e dolci, da gustare con uno straordinario evento culinario. Tra i prodotti tipici del limone ricordiamo l’inconfondibile limoncello, il babà, celebre dolce partenopeo, il famosi ravioli alla ricotta, insaporiti con la scorsa grattugiata, e le squisite fette di mozzarella affumicata tra le foglie dell’agrume. Tra i prodotti del pesce, invece, ricordiamo i celeberrimi scialatielli ai frutti di mare, uno dei formati di pasta tipi della zona, e la colatura di alici di Cetara, piatto di mare considerato l’erede del garum romano. Tra i prodotti caseari, invece, dobbiamo assolutamente ricordare gli “ndunderi” alla ricotta, tipo di gnocchi considerato dall’UNESCO una delle paste più antiche del mondo.

Con le sue acque cristalline, le sue coste magnifiche, le sue strade pittoresche e la sua storia Positano è veramente una meta di lusso, a buon ragione da annoverare tra le migliori destinazioni incentive in Italia.

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