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Leadership o Teamwork? Achille e i Mirmidoni

Leadership o Teamwork? Achille e i Mirmidoni nella guerra di Troia

Quanto è importante il ruolo di leader per ottenere da un gruppo un risultato eccezionale nel suo campo di applicazione?

E quanto conta l’affiatamento e la capacità di annullare il personale punto di vista del singolo componente in nome della compattezza e della missione comune?

Nel video che segue Achille, durante la guerra di Troia, guida i Mirmidoni allo sbarco. Questo breve passaggio può dare lo spunto per molte riflessioni sul rapporto tra la volontà singola e quella di un gruppo coeso e sull’importanza che ci sia qualcuno che “fornisca la motivazione” e indichi la via. Su quali sono le spinte motivazionali all’interno di un Team, su quanto sia importante il senso della vision e che questa vision sia chiara e condivisa. Su quali sono i valori che guidano le proprie scelte e quelle di un team, su come questi valori vengono soddisfatti.

Achille o i Mirmidoni?

I Mirmidoni sono protagonisti dell’azione dello sbarco e della battaglia che viene ingaggiata. Sono loro, col loro coraggio e col loro sacrificio, ad affrontare per primi i dardi che provengono alla parte avversa e a cadere trafitti.

Achille, dal suo canto, è stato lì a spronarli e a incitarli, facendoli sentire forti e preparati per la difficile battaglia che li aspetta. In un certo senso si tratta della traduzione della volontà di un singolo, Achille, in un’azione collettiva, perciò il gruppo agisce come fosse un’unica persona. E’ un passaggio chiave quello che porta dal leader al gruppo. E’ necessario che il leader sia tale, e che sappia comunicare un messaggio chiaro e incisivo, ma soprattutto è il contenuto del messaggio che deve essere adatto alla situazione. E’ compito del leader saper capire il contesto e prendere la decisione giusta. Non può mandare i suoi uomini allo sbaraglio in una battaglia impossibile o con scarsi mezzi. Non può nemmeno sbagliare a leggere quello che attende i suoi uomini comunicando loro una realtà diversa da quella che essa è effettivamente. Si troverebbero spiazzati a combattere un nemico sovrastimato come anche un esercito invincibile.

Certo che i Mirmidoni devono effettivamente combattere. Ed è chiaro e ben evidenziato nel video come SOLO con il loro agire in comune possa portare alla vittoria. E’ un metodo infallibile il loro, perché ognuno acquista forza solo se correlato all’azione del compagno. E’ ben manifesto che inizialmente qualcuno di loro morrà, ma il sacrificio non è fine a se stesso ma si sublima nella vittoria del popolo dei Mirmidoni. Così il singolo muore ma il gruppo trionfa, come si inizia ad evincere da quando i guerrieri una volta sbarcati riescono a compattarsi sulla spiaggia e a creare un unico maxiscudo con cui ripararsi dalle frecce scagliate dal nemico. Se uno solo non fosse affiatato con gli altri, se facesse mancare la protezione del suo scudo, l’impegno di tutti sarebbe vano. Lì è il gruppo a trionfare, composto di singole unità ma tenute insieme da una comune missione ispirata dal leader e da una cultura nella quale tutti loro si rispecchiavano.

La strategia della guerra e le metafore per l’azienda

Come si può trasferire il significato della metafora guerresca ad un contesto aziendale, ed al valore che possiamo attribuire al lavoro di team? In primo luogo si deve notare la stretta interdipendenza tra capo e team. Una squadra non può funzionare senza il suo leader ma nemmeno viceversa. Poi il capo deve dimostrare sul campo il suo valore, non può essere solo di nome tale ma non di fatto. Perché un’azienda centri i suoi obiettivi è necessario che agisca con intendimenti chiari e validi, e che sappia recepire i molteplici cambiamenti del mercato in continua evoluzione. Ma chi è preposto a dare all’azienda una missione coerente con gli obiettivi e a creare un ambiente ricettivo e propositivo in grado di fronteggiare le sfide che il mercato impone? E’ ovviamente dalla dirigenza che occorre partire per modificare gli atteggiamenti relazionali di un’intera struttura aziendale. E’importante che qualcuno chiarisca gli obiettivi di lavoro e ne indichi le modalità di attuazione, ma nello stesso tempo sono le persone nel loro singolo operare che li portano a termine. Ma qual è il modo più proficuo perché gli obiettivi si realizzino? Che coloro che ci lavorano operino in team, perché così la capacità operativa si moltiplica. Un’azienda che valorizzi i propri talenti presi singolarmente non riuscirà mai ad ottenere gli stessi risultati di un lavoro condiviso. Questo è il fine di un team.

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