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Dolce e Gabbana a Napoli

Dolce & Gabbana a Napoli

Reinventare Napoli in festa

La festa per i 30 anni del brand di moda Dolce & Gabbana ha trasformato la città di Napoli. Per quattro giorni, dal 7 al 10 luglio, la città partenopea ha conosciuto un’esplosione di visibilità e di turismo che non potrà che fare bene alla sua immagine. Sfilate, eventi e cene di gala hanno trasformato la città nel set di un film da James Bond!

Il centro storico dei Decumani, chiuso al traffico e ai commercianti, è stato il set dove hanno sfilato le modelle, mentre Castel dell’Ovo ha ospitato la sfilata della moda maschile e la cena di gala con dress code James Bond and Bond Girl Sensuality. Per il gran galà di benvenuto è stata scelta Villa Pignatelli, mentre l’ultima sera la pedana del Bagno Elena di Posillipo si è trasformata nel set di Mambo Italiano. Nella baia di Palazzo Donn’Anna è andata in scena una meravigliosa festa a tema, con fuochi d’artificio, luminarie in stile anni Cinquanta, pizze sfornate al momento e uno schermo posizionato in mezzo al mare sul quale scorrevano le immagini del film cult Pane, amore e… con una giovanissima Sophia Loren, madrina dell’evento.

Il binomio arte-moda

Fendi alla fontana di TreviNon è l’unica occasione in cui la moda italiana ha scelto scenari artistici di grande impatto culturale per presentarsi. Negli stessi giorni a Roma si è svolta la sfilata di Fendi alla fontana di Trevi, restaurata grazie anche al contributo di questa casa di moda. Anche in questo caso si trattava di un anniversario, triplo rispetto a Dolce&Gabbana: Fendi festeggiava infatti 90 anni di attività.

C’è chi grida al kitsch e chi addirittura al sacrilegio: a Napoli il centro storico dei Decumani si è popolato di modelle in abiti chic e il porto di megayacht, mentre a Roma le modelle hanno addirittura conquistato la monumentale fontana di Trevi. Inoltre, Dolce & Gabbana non hanno dovuto pagare l’occupazione del suolo pubblico per i giorni dell’evento. Ma attenzione: oltre alle 40 mila euro di Cosap per le spese di pulizia stradale e di gestione del traffico da parte della polizia municipale, D&G hanno donato 50 mila euro per la zona dei Decumani e pagato 15 mila per la locazione di Castel dell’Ovo. Insomma, non si può certo dire che la città di Napoli ci abbia perso!

La rivalutazione del patrimonio artistico italiano non può non passare anche attraverso i brand italiani più famosi in tutto il mondo. A noi può sembrare un ri-uso kitsch, ma in realtà è un modo per dare visibilità ai monumenti e anche per attirare attenzione ai problemi della loro conservazione. Ad esempio, Fendi non ha solo utilizzato la fontana di Trevi per la sfilata, ma ha in precedenza partecipato cospicuamente alla sua ristrutturazione. La riapertura della fontana nel 2015 è stata dunque merito anche della casa di moda.

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