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Rafting come team building

Utilizzare il raft per cavalcare le onde delle rapide più emozionanti! Rafting Team Building è un mezzo semplice e alla portata di tutti per vivere un’esperienza fluviale davvero indimenticabile durante un Team Building aziendale.

Per potersi cimentare in questa avventura è sufficiente saper nuotare e avere voglia di condividere con il gruppo sensazioni uniche e coinvolgenti.

Ci sono diversi percorsi a seconda delle difficoltà che il team voglia affrontare. Variabili sono le condizioni del fiume, del tempo che si ha a disposizione e del tipo di discesa che si vuole affrontare. Prima di ogni discesa la guida istruisce l’equipaggio e illustra le manovre e le misure di sicurezza al fine di introdurre anche i più inesperti alle principali tecniche di navigazione fluviale.

 

L’abbigliamento per il Rafting

Vengono fornite muta e scarpe in neoprene, casco, ausilio al galleggiamento e giacca d’acqua.Tutti gli indumenti sono rigorosamente obbligatori, in particolare caschetto di protezione per la testa e life di salvataggio.

 

Qual è il senso del Rafting durante un Team Building?

Le rapide del fiume sono imprevedibili e per quanto ci si trovi in condizioni “protette” il team è a tutti gli effetti nel mezzo di un fiume con un canotto. Molte le metafore aziendali:

  • Gestione della crisi (eventuale uomo in acqua)
  • Execution (tirare velocemente l’uomo fuori dall’acqua!)
  • Coordinamento (pagaiare tutti insieme fa risparmiare energie al Team)
  • Leadership (il leader guida il Team)
  • Fiducia (se il team non segue le indicazioni in maniera scrupolosa, le rapide diventano molto più sfidanti)
  • Energia (l’adrenalina e l’emozione fanno sentire il cuore battere forte)
  • Unione (il Raft può anche ribaltarsi se il team non è in assetto equilibrato).

 

Dove nasce il Rafting?

RaftingCenni storici: il Rafting è uno sport relativamente recente, nato ufficialmente in Italia nel dicembre 1987 grazie alla volontà di un gruppo di appassionati che, al fine di praticare, promuovere e diffondere questa attività, fonda a Milano l’Associazione Italiana Rafting (Airaf): questo passo rappresenta l’esordio ufficiale nel nostro Paese di una disciplina il cui primo Campionato Nazionale si svolge nel 1988 con la partecipazione di 15 imbarcazioni (numero che va incrementandosi sempre più da allora ad oggi, di pari passo con la progressiva elaborazione – ormai di riferimento internazionale – di un Regolamento tecnico di gara). Rafting deriva dal verbo inglese “to raft”, ossia “navigare su una zattera“: gli appassionati sportivi si cimentano infatti nella discesa di rapide tumultuose e di torrenti a bordo di un canotto. Contrariamente alle apparenze, la discesa ed il superamento di impervi corsi d’acqua non rappresentano uno sport particolarmente pericoloso, se si è a conoscenza di particolari tecniche per affrontare ostacoli e difficoltà. L’idea di risalire e attraversare torrenti, fiumi e rapide con “imbarcazioni pneumatiche” (in passato otri di pelle gonfiate con aria, oggi gommoni con chiglie pneumatiche costruiti con materiali resistenti all’usura e agli impatti) affonda le sue radici, non per finalità sportive ma per necessità, all’epoca degli antichi Babilonesi. Negli Stati Uniti questa disciplina trae origine dall’antica tradizione di indiani ed esploratori che guadavano corsi d’acqua poco ospitali a bordo di avventurose canoe di legno e ricoperte di pelle, fino a trasformarsi nello sport (approdato in Europa negli anni ’80) che oggi attrae sempre più appassionati del brivido e della “sfida con la natura”.

 
 

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