Coach Carter: Qual è la tua paura più grande?

Certo è che i team di lavoro non sono tutti uguali! Lo sapevano bene Blanchard & Hersey quando svilupparono il loro lavoro sulla Leadership Situazionale: Stili di Leadership diversi per Team di lavoro diversi. Probabilmente il loro modello non si riferiva ad un gruppo particolare come quello protagonista dell’articolo che segue. Questo articolo è ispirato dal film Coach Carter che è la storia del coach Ken Carter (che nel film interpretato da Samuel L. Jackson). Il coach vuole dare un contributo a quello che era stato l’istituto dove era cresciuto, il Richmond. Ben presto si ritrova ad affrontare non solo gli allievi, ma un’intera comunità, su quelle che sono scelte valoriali e messaggi da trasmettere in termini di educazione e crescita.

Il film è stato molto discusso, come la storia del coach Carter del resto, soprattutto per i metodi poco ortodossi che in alcuni casi sono stati utilizzati per rendere la comunicazione più efficace. La scena più emozionante del film è probabilmente quella in cui il coach ottiene da uno dei suoi allievi più ribelli questa “singolare” forma di ringraziamento:

Qui di seguito viene riportato il testo ripreso dal brano di Marianne Williamson, La nostra paura più grande, tratto da “Return to Love”.

La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati.

La nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura.

È la nostra luce, non la nostra oscurità che più ci spaventa.

Agire da piccolo uomo non aiuta il mondo, non c’è nulla di illuminante nel rinchiudersi in sè stessi così che le persone intorno a noi si sentiranno insicure.

Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria che c’è dentro di noi, non è solo in alcuni di noi, è in tutti noi.

Se noi lasciamo la nostra luce splendere, inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso.

Appena ci liberiamo dalla nostra paura, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.