Team Coaching
Cos'è il Team Coaching?
Il Team Coaching è lo strumento che favorisce il miglioramento della performance di gruppo. Attraverso un percorso di Team Coaching si guida il Team nel passaggio da una visione dei singoli membri, centrata sulle proprie competenze e modi di pensare, ad una visione globale di sviluppo delle competenze utili al gruppo, quali ad esempio la capacità di ascolto reciproco, la capacità di creare rapporti interpersonali armonici e di definire regole e ruoli. Si favorisce inoltre lo sviluppo delle potenzialità del Team Leader come catalizzatore del processo di miglioramento della performance di gruppo. Il team coaching verticale è il processo che coinvolge un Team con il suo responsabile (il Leader formale del gruppo partecipa agli incontri). Il gruppo è composto da persone che lavorano abitualmente insieme. Il team coachin orizzontale, detto anche "Peer Coaching", è il processo che coinvolge persone dello stesso livello gerarchico, le quali possono appartenere o meno alla stessa azienda. Ma cosa è un team? E’un gruppo di persone che:
Sono fuori da questo ambito i “gruppi” informali o anche quelli formali come, ad esempio, un gruppo di professional che nella nomenclatura aziendale risultino far parte dello stesso settore, area o ufficio, ma che perseguono ciascuno un proprio obiettivo, pur rispondendo allo stesso responsabile gerarchico. Nell'ipotesi in cui invece l’obiettivo non sia condiviso, è possibile dar vita ad interventi di tipo diverso: tornando all'esempio di poco sopra è possibile, infatti, verificare la necessità di un intervento di coaching nei confronti dei singoli professional o del loro responsabile gerarchico, ma siamo nell'ambito del coaching individuale. In Azienda esistono team permanenti (un esempio è il management team) o “a progetto” (task force, quality team, advisory team, comittee) e quindi, temporanei. Quali sono le strade che un’azienda può scegliere nei confronti di un team? Quale è la strada migliore per un’azienda?Possiamo dire che è opportuno optare per un intervento di team coaching quando il team ha già mostrato problemi di funzionamento o laddove il leader “formale” non sia pienamente riconosciuto e ci siano uno o più leader “di fatto” ed in tutti i casi in cui ci sia bisogno - ai fini di una piena efficacia - di un'integrazione tra diverse funzioni aziendali in un tempo definito. In questo ultimo caso (team interfunzionale che lavora su un progetto comune, con obiettivo e tempo definito) è suggerito procedere con un intervento di formazione esperienziale (team building) al quale partecipa - in qualità di osservatore - il coach - e successivamente un ciclo di sessioni di team coaching. Forming E’la fase nella quale i membri hanno aspettative, ansie, punti di vista inespressi sul progetto, interrogativi, circospezione l'uno nei confronti dell'altro, cautela negli scambi relazionali. Il gruppo si sta formando e non ha ancora una precisa identità. In questa fase il focus del coach è sulle relazioni, sulla conoscenza fra i membri del gruppo e su quello che si chiede loro di fare. Il coach procede con domande aperte a tutti i componenti affinché emerga e si affermi una vision condivisa, l'obiettivo sia esplicito e chiaro e ciascuno abbia la possibilità di misurare il suo livello di conoscenza del “chi”, del “perché”, del “come”. E’una fase delicata perché la costruzione di relazioni aperte e positive fra i componenti assicurerà il team nel suo sviluppo ulteriore verso l'obiettivo. E’in questa fase che il coach è particolarmente attento alla qualità della comunicazione tra i componenti: l'importanza dell'ascolto, il rispetto dei cicli di comunicazione, l'autenticità della stessa. Storming E’la fase dell'emersione dei conflitti tra i componenti: essi misurano le differenze tra le loro personalità e strutture valoriali, tra le aspettative iniziali e la realtà percepita, tra le diverse opinioni su “cosa” il team è chiamato a fare e sul “come”, scegliendo tra i differenti stili di leadership. E’la fase in cui possono emergere sensazioni diffuse di frustrazione e di rabbia o di perdita di fiducia e di morale. I conflitti sono di natura relazionale anche se, apparentemente, riguardano argomenti attinenti il lavoro. Questa è la fase in cui molti team in Azienda si bloccano o entrano in crisi: se non affrontata efficacemente il rischio di fallimento è elevato. Il focus del coach è sulle emozioni e sulla consapevolezza della necessità di farle emergere: “di cosa stiamo effettivamente discutendo ?” , “come ti senti quando X dice ….?”. Il coach aiuta, così, ciascuno dei componenti a fare una autovalutazione sul proprio stato emotivo nei confronti del team, la raccoglie dando feed back e ponendo all'attenzione di tutti la necessità di ascoltarsi reciprocamente. Acquisire il rispetto dei punti di vista individuali mantenendo ben chiara la visione dell'obiettivo finale: questa in sintesi la finalità del coach in questa fase. Norming Se gestita positivamente la fase del conflitto, questa fase è pienamente produttiva ai fini del lavoro finale. E’la fase nella quale si chiariscono ruoli e responsabilità. Il focus del coach è sulle “regole”: “come si decide ?”, “come si discute ?”, “come si dissente ?”. Emergono coesione, rispetto reciproco, armonia. E’questa la fase in cui vengono riconosciute le competenze individuali e valorizzati gli apporti - di idee e di esperienze - di ciascun membro. Si sente un’atmosfera costruttiva e positiva: il coach procede con feedback al team su questa raggiunta coesione e lo supporta nell'identificare obiettivi intermedi, tappe, tempi definiti. Stabilire regole, procedure, pianificazione del lavoro. Performing E’la fase della produzione più elevata. C'è fiducia, condivisione, coesione, accettazione della interdipendenza. Il focus del coach è sull’autostima del team e sulla fiducia reciproca. In questa fase ogni dibattito non nasconde un conflitto relazionale bensì è di merito, è sul “fare”, è arricchimento, è punto di vista alternativo che completa o migliora la performance collettiva: l'accoglienza ed il benvenuto di ciascun componente nei confronti delle opinioni altrui costituisce la forza e l'alimento della vita del team in azione. Il coach restituisce al team questa immagine di sè, facendo in modo che tutti i suoi membri ne siano positivamente ed energicamente rafforzati. Le modalità di avvio del ciclo di sessioni variano a seconda che il team sia di nuova costituzione o, viceversa, si trovi in una fase di stallo o di conflittualità.. Nel corso delle sessioni di team coaching, spesso ci capita di lavorare individualmente con il team leader, tra un meeting di gruppo e l'altro, soprattutto quando è lui il responsabile incaricato dalla committenza. In ogni caso l'atteggiamento del coach è focalizzato sul processo e non sul risultato del lavoro: in questo risiede la straordinaria efficacia dell'utilizzo di questo strumento. Perché? Il coach diventa il “garante” del massimo utilizzo di tutte le competenze presenti ai fini del risultato, facilita i processi e la risoluzione dei conflitti, contribuisce a sviluppare un ambiente di fiducia e di collaborazione reciproca, sostiene l'emergere della consapevolezza individuale e sviluppa l'autostima del team in azione verso la piena realizzazione degli obiettivi assegnati. |
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